lunedì 28 dicembre 2015

Sablè al cioccolato e fior di sale

Ero alla ricerca di un ricetta collaudata dei biscotti pan di zenzero da preparare per Natale, e visto che sono originari dei paesi nordici, ho pensato che se avessi trovato quella del famoso pasticcere tedesco Ernst Knam, sarei andata davvero sul sicuro. Navigando in rete ho trovato, sul sito di Bake-off Italia, una sua raccolta di biscotti natalizi: era proprio ciò che stavo cercando!! Ma il mio entusiasmo è stato subito smorzato...non avevo fatto i conti con i gusti del mio piccolo ometto, che quando ha sentito parlare di cannella ha iniziato a protestare: "a me non piacciono, non possiamo farli al cioccolato?" A  malincuore ho dovuto accantonare l'idea originaria, ma questo cambio di programma ha portato con sè una piacevolissima sorpresa, perché i biscotti al cioccolato che vi sto per presentare sono davvero i più buoni che abbia mai mangiato!


Ingredienti per 30 biscotti
- 116 g burro
- 142 g zucchero di canna
- 37 g zucchero semolato
- semi di 1/2 bacca di vaniglia
- 116 g cioccolato 70% (tritato)
- 180 g farina 00
- 22 g cacao amaro
- 2,5 g fior di sale
- 3,5 g bicarbonato

Tagliate il cioccolato prima al coltello, e poi date un paio di colpi con il frullatore per uniformare il tutto. Setacciate insieme la farina, il cacao ed il bicarbonato e mettete da parte.

Nella ciotola della planetaria lavorate il burro morbido con lo zucchero e la vaniglia, con il gancio a foglia a velocità media fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete poi il cioccolato, gli ingredienti secchi precedentemente setacciati ed il fior di sale.

Il fior di sale, o fleur de sel, è un sale grezzo integrale prodotto in Francia, con una consistenza molto friabile e privo di conservanti. E' di facile reperibilità, ma se proprio non siete in grado di trovarlo una valida alternativa è il sale dolce di Cervia: vi sconsiglio però di utilizzare il sale comune, il risultato non sarà lo stesso..

Rovesciate l'impasto sul piano da lavoro e formate una palla, che metterete a riposare in frigo per circa mezz'ora. Riprendete poi la pasta e stendetela ad uno spessore di 7-8mm. Ritagliate i biscotti con le formine tagliapasta e posizionateli ben distanziati su una teglia foderata con carta forno. Con i ritagli possono essere formati altri biscotti: basterà reimpastare, stendere e ritagliare fino all'esaurimento dell'impasto.

Con queste dosi si ottengono due teglie, che vi consiglio di infornare separatamente nel ripiano intermedio. Se potete, mentre cuocete la prima teglia lasciate la seconda in frigo (in questa stagione va bene anche sul balcone ;)), otterrete dei biscotti ancora più croccanti!

Infornate a 165 gradi statico preriscaldato per 18 minuti circa. Ricordate di girare la teglia a metà cottura per permettere una doratura omogenea. Per controllare se sono pronti sollevate un biscotto e date un'occhiata alla parte inferiore: se sotto sono dorati sfornate anche se in superficie sembrano troppo morbidi, vedrete che acquisteranno croccantezza raffreddandosi.

Un profumo incredibile ed una consistenza perfetta, croccanti al punto giusto e molto molto cioccolatosi: il contrasto tra il sale e cioccolato dà quel tocco in più che rende questi biscotti davvero unici! Buona cucina a tutti

domenica 20 dicembre 2015

Cookies al cioccolato

Il passatempo più bello di questi lunghi pomeriggi invernali è cucinare con il mio piccolo ometto. Appena finita la merenda ci mettiamo all'opera, per preparare la cena o qualcosa di buono per la colazione. Ha una grande passione per i numeri e adora pesare gli ingredienti, e, quando abbiamo finito, si diverte un sacco a lavare tutti gli arnesi che abbiamo utilizzato! Ma ciò che più gli piace è assaggiare i cibi mentre cuciniamo, ed è inutile dire che l'entusiasmo è al massimo quando tra gli ingredienti c'è anche il cioccolato! Quando ho trovato questa ricetta da Apprendista pasticcere, ho pensato che fosse perfetta da preparare insieme a lui: questi biscotti di origine americana a base di frolla croccante ed arricchiti con scaglie di cioccolato sono semplici da realizzare, davvero a misura di bimbo! Ecco a voi i nostri cookies al cioccolato e caffè, la prima di una serie di ricette a quattro mani e con uno speciale ingrediente segreto: tanto tanto amore!


Ingredienti (per 30 biscotti)
- 250 g di farina 00
- 125 g di burro morbido
- 50 g zucchero semolato
- 50 g zucchero di canna
- 1 uovo
- 200 g cioccolato fondente
- 1/2 tazzina di caffè
- 1/2 cucchiaino di essenza vaniglia (o i semini di 1/2 bacca)
- 1 pizzico di sale
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Per impasti a base frolla come questo la temperatura ideale di lavorazione del burro è di 13°C: per raggiungerla vi basterà toglierlo dal frigo 15 - 20 minuti prima di iniziare la preparazione.

Tagliate il cioccolato al coltello in cubetti da 5-6 mm di lato e mettete da parte. Se volete potete sostituire il cioccolato con le gocce, ma personalmente preferisco la consistenza più grossolana ed irregolare delle scaglie tagliate a mano.

Inserite nella ciotola della planetaria il burro morbido con lo zucchero, e mescolate a velocità media con il gancio a foglia fino ad ottenere un composto omogeneo.

Unite poco per volta le uova, il caffè e l'essenza di vaniglia e continuate con la frusta finché i liquidi non si saranno assorbiti.

Unite infine la farina precedentemente setacciata con il bicarbonato ed il sale, e proseguite ad impastare fino ad ottenere una pasta cremosa ma omogenea. Specialmente per quantità così piccole è consigliabile pulire i bordi della planetaria con una spatola e terminare di impastare a mano.

Con l'aiuto della spatola rovesciate l'impasto su un foglio di pellicola trasparente, e, aiutandovi con la pellicola stessa, formate un salsicciotto lungo circa 30 cm con diametro di 5 cm circa, che andrete a riporre in freezer 20 minuti.

Trascorso il tempo previsto togliete l'impasto dalla pellicola e, con un coltello affilato, tagliate dei dischetti di spessore 1 cm. Più l'impasto è sodo più questa operazione sarà semplice, permettendo di ottenere dei biscotti di forma regolare.

Posizionate i biscotti ben distanziati su due teglie foderate con carta forno e cuocetele una alla volta nel ripiano centrale del forno ( preriscaldato - statico ) ad una temperatura di 165 gradi per 18 minuti circa. A metà cottura consiglio di girare la teglia: la parte interna del forno è sempre un po'più calda, in tal modo otterrete una cottura più uniforme dei vostri biscotti.

La cosa più difficile quando si preparano i biscotti è capire il momento giusto per sfornarli...anche se passato il tempo di cottura pensate che manchi ancora un po' non esitate: dovranno essere dorati ma ancora morbidi, vedrete che acquisteranno croccantezza durante il raffreddamento. Una volta freddi conservateli in una scatola di latta ben chiusa, si manterranno fragranti per più giorni.

Con queste dosi si ottengono circa 30 biscotti: se preferite potete tagliare solo metà del vostro salsicciotto infornando solo una teglia. L'altra metà può essere riposta nuovamente in freezer per un successivo utilizzo. In questo caso vi basterà lasciare scongelare il cilindro in frigo e, una volta ammorbidito, tagliare i biscotti ed infornare.

Per una colazione ricca e genuina, o per una pausa golosa, questi biscotti conquisteranno grandi e piccini: croccanti fuori, morbidi dentro e con un incredibile profumo di buono! Buona cucina a tutti

mercoledì 9 dicembre 2015

Pan bauletto morbidissimo con lievito madre

Il segreto è racchiuso nella parola "aromi": non si sa di preciso cosa contengano, ma i biscotti industriali, di ogni marca e tipo, generano dipendenza, e soprattutto, non fanno sentire il reale livello di sazietà, e l'effetto è che più ne mangi e più ne mangeresti!! Se poi ci aggiungiamo un bimbo goloso il risultato è una discussione quotidiana sul numero di biscotti da mangiare, con relativa contrattazione, ed inevitabili capricci. Così, per eliminare il problema alla radice, abbiamo deciso di toglierli definitivamente dalle opzioni di menù, e di puntare su qualcosa di fatto in casa. Sapevo che se avessi preparato dei biscotti il risultato non sarebbe stato all'altezza delle sue aspettative (riprodurre quel gusto è pressoché impossibile..), e così ho deciso di cambiare rotta e provare a fare il pan bauletto. Partendo da vari spunti della rete, ho iniziato a perfezionare la preparazione per tentativi, finchè non ho ottenuto ciò che stavo cercando: un pancarrè morbidissimo che il piccolo Alessio ha definito delizioso, e che è riuscito a rimpiazzare senza troppi rimpianti i biscotti comprati. Unica concessione un velo di cioccolata spalmabile, che al momento stiamo acquistando ma che sarà il mio prossimo obiettivo!! Senza uova nè burro, ma con yogurt e con l'utilizzo del metodo tang zhong, un procedimento giapponese che esalta la morbidezza degli impasti: ecco a voi il mio pan bauletto con lievito madre! 



INGREDIENTI
Per stampo 10x10x28
(900 gr di impasto)

Per il tang zhong  (o milk roux)
- 30 g farina 00
- 150 g latte
Versate il latte in un pentolino, aggiungete la farina mescolando velocemente con una frusta per evitare la formazione di grumi, e portate il tutto a 65 gradi. Se non avete il termometro il composto è pronto quando inizia a rassodare e passando un cucchiaio si intravede il fondo del pentolino. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Se preferite potete prepararlo il giorno prima e conservarlo in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

Per l'impasto
 - il tang zhong
- 400 g farina 0
- 150 g latte
- 1 cucchiaino malto
- 1 cucchiaino latte in polvere
- 100 g lievito madre rinfrescato
- 7 g sale (1 cucchiaino e mezzo)
- 25 g zucchero di canna (2 cucchiai)
- 55 g yogurt 
- 25 g olio evo

Impasto
Spezzettate il lievito madre ed inseritelo in planetaria con lo zucchero ed il malto, il latte in polvere ed il latte a temperatura ambiente. Azionate la macchina a velocità media e impastate con il gancio k per qualche minuto finché non otterrete un composto schiumoso.

Aggiungete la farina setacciata poco per volta, alternandola con lo yogurt e con il tang zhong, in modo da bilanciare l'aggiunta di ingredienti solidi e liquidi. Inserite da ultimo l'olio a filo, sempre poco per volta, così da permettere all'impasto di assorbirlo correttamente e favorire l'incordatura. Aggiungete infine il sale ed impastate qualche minuto perché si distribuisca in modo uniforme nell'impasto. Il sale va aggiunto sempre per ultimo poiché a contatto diretto con il lievito madre può inibirne la forza.

Sostituite il gancio a k con il gancio ad uncino e proseguite ad impastare a velocità moderata fino ad ottenere una palla liscia e compatta. L'impasto è pronto quando si avviluppa sul gancio e si stacca dalla ciotola lasciando puliti il fondo e le pareti.

Abbiate pazienza in questa fase, questo impasto ha una considerevole idratazione, quindi per ottenere un impasto incordato ci possono volere anche 15 - 20 minuti. Se vi sembra di non riuscirci non demordete: spegnete la macchina e mettete la ciotola con l'impasto in frigo per 15-20 minuti: l'abbassamento della temperatura dell'impasto favorisce l'incordatura.

Lievitazione
Versate l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e lasciate riposare l'impasto per 15 minuti. Questa fase, chiamata puntatura, ha la funzione di rinforzo della maglia glutinica.

Pirlate poi l'impasto con l'aiuto di un tarocco formando una palla regolare e lasciate riposare altri 15 minuti.

Spolverate la spianatoia con poca farina e date un giro di pieghe a tre: anche questo passaggio serve a rafforzare la struttura dell'impasto. Ecco di seguito i passaggi per una corretta piega a tre:
1) stendete l'impasto a forma di rettangolo con il lato corto verso di voi
2) ripiegate il lato superiore verso il centro
3) ripiegate il lato inferiore verso il centro e sovrapponetelo all'altro
4) girate il rettangolo di 90 gradi con l'apertura verso destra
5) ripiegate il lato superiore verso il centro
6) ripiegate il lato inferiore verso il centro e sovrapponetelo all'altro
7) arrotolate con le mani ottenendo una palla omogenea

Lasciate riposare per 2-3 ore a temperatura ambiente e riponete in frigo fino al giorno successivo in un contenitore ermetico o coperto da pellicola trasparente.

Il mattino successivo togliete il contenitore dal frigo e lasciate acclimatare l'impasto per un paio d'ore prima di proseguire con la lavorazione: un ritorno graduale a temperatura ambiente eviterà all'impasto inutili stress, e lo renderà più facile da manipolare.

Formatura
Sulla spianatoia leggermente infarinata stendete un rettangolo con il lato corto di lunghezza pari alla lunghezza dello stampo (in questo caso 28 cm). Iniziate ad arrotolare ben stretto il lato corto del rettangolo su se stesso in modo da ottenere un cilindro, che andrete a posizionare nello stampo.

Ricoprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare il tutto in un luogo tiepido (28-30 gradi max) fino al raddoppio ( 2-3-ore). Se come me non disponete di una cella di lievitazione potete optare, previo controllo della temperatura, di mettere il vostro impasto:
- nel forno spento con lucina accesa
- nelle vicinanze del riscaldamento
- nella lavastoviglie tiepida
- sul modem
- vicino ad una stufa a legna

Cottura
Preriscaldate il forno a 180°C statico e pennellate la superficie con del latte.
Infornate lo stampo nel ripiano centrale e cuocete fino a doratura ( indicativamente 35 minuti, il tempo dipende soprattutto dal vostro forno ).

Una volta cotto lasciate intiepidire il pane nello stampo, dopodiché sformatelo e lasciatelo raffreddare completamente su una gratella per eliminare l'umidità in eccesso. Una volta freddo conservatelo in un sacchetto per alimenti ben chiuso: se correttamente conservato si mantiene morbido per 3-4 giorni.

Un pane morbidissimo e molto versatile, ottimo in versione dolce con marmellata o cioccolato, ma altrettanto gustoso in versione salata: farcitelo con sottiletta e prosciutto cotto, tostate il tutto e date un morso: il risultato vi stupirà! Buona cucina a tutti



mercoledì 28 ottobre 2015

Pane alla zucca con lievito madre

Con poco tempo a disposizione è sempre un'impresa riuscire a pubblicare le ricette al momento giusto, ma questa volta forse ce la faccio. Si avvicina Halloween, una ricorrenza che noi non festeggiamo, ma che riempie di forme e colori un periodo dell'anno piuttosto grigio. La regina incontrastata di questa stagione è la zucca, un ingrediente molto versatile che di presta alla preparazione di ricette sia dolci che salate. E, per festeggiare il quarto anno di attività non potevo che scegliere questa ricetta, in perfetta affinità con il nome del blog: zucca e pane...pane alla zucca! Ho arricchito la preparazione originale, che trovate da Mina e le sue ricette del cuore, dando ai panini anche la forma di zucca: che ne dite, si assomigliano? 


Ingredienti per 600 gr di impasto:

- 250 g di farina 0 (io Petra 1)
- 100 g di polpa di zucca cotta
- 100 g di poolish (50 g acqua+50 g farina+50 g lievito madre rinfrescato )
- 50 g di noci 
- 80 g di latte fresco intero 
- 15 g di olio evo
- 1 cucchiaino di malto in polvere
- 1 cucchiaino raso di sale

La sera precedente ho preparato il poolish: ho unito gli ingredienti in una terrina e li ho mescolati con una frusta ottenendo una crema collosa che ho lasciato maturare a temperatura ambiente fino al giorno successivo. Ho cotto a fuoco lento la zucca in padella fino a renderla morbida (é pronta quando si riesce a schiacciarla agevolmente con una forchetta), e l'ho poi frullata con il mixer ad immersione ottenendo una purea liscia ed omogenea. Nella planetaria ho versato il poolish, il latte ed il malto, ed ho impastato a velocità media con il gancio a foglia fino ad ottenere un composto schiumoso. Ho aggiunto la purea di zucca, e metà farina. Ho poi incorporato l'olio a filo, ho aggiunto la restante farina e, da ultimo, il sale. Ho proseguito per qualche minuto fino ad ottenere un impasto omogeneo ed incordato ( è pronto quando si stacca dalle pareti della ciotola ). Ho ribaltato l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato ed ho dato un giro di pieghe a tre. Ho lasciato riposare per circa 45 minuti coperto da un canovaccio, ho steso l'impasto a rettangolo e vi ho distribuito uniformemente le noci spezzettate grossolanamente. Ho impastato con le mani per distribuire in modo omogeneo le noci ed ho fatto un secondo giro di pieghe a tre. Ho pirlato l'impasto formando una palla con la chiusura verso il basso, l'ho riposto in un contenitore ermetico che ho messo in frigo fino alle 12 del giorno successivo. Ho quindi tolto l'impasto e l'ho lasciato acclimatare, passando poi alla formatura. Ho stagliato 4 pezzi da 150 gr l'uno, ed ho formato delle palline regolari di pasta. Ho poi tagliato un pezzo di spago da cucina ed ho iniziato a farlo girare attorno all'impasto creando prima 4 e poi 8 spicchi. 



Una volta formati ho messo i panini a lievitare fino al raddoppio ( 2 ore circa ) su una teglia con carta forno coperta da pellicola. Ho preriscaldato il forno a 220 gradi inserendo un pentolino con dell'acqua: la creazione di vapore rallenta la formazione della crosta e permette al pane di espandersi. Ho poi tolto il pentolino ed ho abbassato il forno a 200 gradi, continuando la cottura per altri 10 minuti. Infine ho messo un mestolo nello sportello del forno per creare uno spiffero per la fuoriuscita del vapore (simulando in tal modo le valvole dei forni professionali), ed ho proseguito la cottura per altri 10 minuti. Ho poi spento il forno e lasciato raffreddare il pane all'interno su una gratella. Ovviamente il tempo di cottura è indicativo e dipenderà sia dalla pezzatura che dal vostro tipo di forno. Il pane si presenta con un'alveolatura regolare e piuttosto fitta, croccante fuori e morbido all'interno. Il suo sapore semidolce si presta all'abbinamento con i formaggi: io l'ho assaggiato con del gorgonzola spalmato, provatelo e poi ditemi che non è una delizia! Buona cucina a tutti



martedì 20 ottobre 2015

Torta ricotta pere e cioccolato

"Ma quante volte lo leggi quel libro, non sei stufa di guardare e riguardare sempre le stesse cose??" È vero, l'ho aperto, sfogliato, studiato, letto e riletto, e chissà quante altre volte lo rifarò, perché 'Non solo zucchero 1' di Iginio Massari, come tutti i volumi di questa collana, non è un semplice libro: è un testo tecnico, difficile per chi come me si accosta da semplice dilettante al mondo della pasticceria, ma è anche una splendida raccolta di ricette che mostrano come la teoria unita alla creatività possa elevare un semplice dolce al livello di una vera e propria opera d'arte. Ecco forse perchè ho atteso quasi un anno prima di cimentarmi con la prima ricetta: credevo davvero che per me il livello fosse troppo alto, ma quella frase di mio marito e la mia continua voglia di sperimentare mi hanno spinto a mettermi alla prova. Ho seguito la ricetta alla lettera, e, con mio grande stupore, il dolce è riuscito! Per quanto riguarda invece la decorazione purtroppo per questioni di tempo non sono riuscita a replicare l'originale, ma sono comunque soddisfatta, e certa che questa sarà la prima di una lunga serie di ricette del Maestro, perché chi non prova non sbaglia, ma chi non sbaglia non impara!



INGREDIENTI per tortiera diam 18 cm

Per il pan di Spagna
- 4 Uova (200 gr)
- 116 gr zucchero
- 1/2 baccello vaniglia
- 42 gr farina 00
- 17 gr fecola
- 17 gr cacao

In un pentolino ho scaldato le uova e lo zucchero a fuoco basso e continuando a mescolare fino a raggiungere la temperatura di 50 gradi. Se non avete il termometro per alimenti le uova sono pronte da montare quando il bordo superiore del composto inizia a diventare di colore bianco. Ho trasferito il tutto nella ciotola della planetaria ed ho iniziato a montare a velocità media, aggiungendo con la macchina in movimento i semini della vaniglia. Il montaggio di uova e zucchero può essere effettuato anche con le fruste elettriche, ma in ogni caso è fondamentale non farsi prendere dalla fretta: il composto dovrà incorporare aria per oltre 20 minuti, fino a quintuplicare il suo volume ed assumere un aspetto cremoso. Si dice che la massa è pronta per essere infornata quando 'scrive': prelevandone un cucchiaio e lasciandolo ricadere, l'impasto non affonda, ma lascia il segno in superficie. Nel frattempo ho setacciato per due volte la farina ed il cacao, e quando il composto di uova era ben montato ho spento la macchina ed ho aggiunto la farina poco per volta, mescolando con movimenti semicircolari dal basso verso l'alto, per evitare di smontare tutto. Una volta incorporata tutta la farina ho versato l'impasto nella tortiera precedentemente imburrata ed infarinata riempiendo per i 2/3, ed ho infornato a 180 gradi statico preriscaldato per un totale di 26 minuti con lo sportello leggermente aperto per favorire la fuoriuscita del vapore. Passati 20 minuti ho aperto lo sportello per verificare la cottura: il pan di Spagna è cotto quando appoggiando un dito l'impronta risale abbastanza velocemente, se al contrario è lento ha bisogno di qualche minuto in più di cottura. Un altro indicatore è il bordo della torta, che quando è cotta si stacca leggermente dal bordo della tortiera. Ho spento il forno, aperto lo sportello e lasciato intiepidire il pan di Spagna all'interno per qualche minuto, dopodiché l'ho tolto dalla tortiera ancora caldo per estrarlo più facilmente.

Per la bagna alle pere
- 33 gr acqua
- 33 gr zucchero
- 33 gr purea pera
- 17 gr distillato pera (facoltativo)

In un pentolino ho portato ad ebollizione l'acqua e lo zucchero fino a creare uno sciroppo. Nel frattempo ho tagliato a pezzi la pera e l'ho inserita in un contenitore alto e stretto. Una volta freddo ho aggiunto lo sciroppo alle pere ed ho frullato il tutto con un mixer ad immersione fino ad ottenere un composto omogeneo. Con queste dosi non si riesce a frullare perfettamente la pera da sola: con quantità maggiori potete anche frullare le sole pere e poi aggiungere successivamente lo sciroppo. L'importante è che il risultato finale sia una cremina liscia con cui andremo a bagnare il nostro pan di Spagna.

Per la crema pasticcera 
Dosi per 130 gr crema pasticcera (è la dose giusta per una torta, ma è più semplice realizzarne almeno una dose doppia)
- 110 gr latte
- 35 gr tuorlo (1)
- 30 gr zucchero
- 9 gr amido di riso
- 1/4 baccello vaniglia
- scorza limone q.b.

Ho mescolato con la frusta tuorlo, zucchero ed amido di riso, ed ho portato ad ebollizione il latte, la scorza del limone e la vaniglia ( sia i semini che la bacca ). Per sprigionare al massimo gli aromi sarebbe bene mettere vaniglia e limone in infusione nel latte la sera prima, portando il tutto ad 80 gradi per poi lasciarlo in frigo fino al giorno successivo. Ho filtrato il latte bollente attraverso un colino, l'ho versato sulla miscela preparata in precedenza, ho trasferito tutto in un pentolino, e, mescolando continuamente, ho cotto a bagnomaria fino a raggiungere una consistenza cremosa e non troppo compatta. Ho tolto dal fuoco ed ho messo il pentolino in un contenitore pieno di acqua fredda ed ho continuato a mescolare fino a raggiungere i 50 gradi. L'abbattimento rapido della temperatura è fondamentale per ottenere una crema soffice e vellutata.

Crema ricotta e panna
130 gr crema pasticcera 
4 gr gelatina (2 fogli)
185 gr ricotta
1/3 scorza limone
1/3 succo limone
200 gr panna
20 gr zucchero

Ho ammorbidito i fogli di gelatina in acqua fredda per una decina di minuti, l'ho strizzata e fatta sciogliere in un pentolino a fiamma bassissima, mescolando con un frustino in modo da eliminare eventuali grumi. L'ho poi unita alla crema pasticcera tiepida, ed ho messo da parte. Ho iniziato a montare la panna, aggiungendo man mano lo zucchero, fino ad ottenere una crema lucida ma non troppo soda, ed ho messo anch'essa da parte. In un contenitore dai bordi alti ho frullato, con un mixer ad immersione, la ricotta con il succo e la scorza del limone, fino ad ottenere una consistenza morbida e cremosa. Ho infine amalgamato le tre masse, incorporando dapprima la crema alla ricotta alla pasticcera, ed unendo da ultima la panna montata, con un movimento semicircolare dal basso verso l'alto per ottenere un bel composto spumoso.

Montaggio del dolce
Una volta raffreddato ho tagliato il pan di Spagna in tre strati, ed ho iniziato a farcire ed assemblare il dolce. Per ottimizzare i tempi potete preparare il pan di spagna nei giorni precedenti, e conservarlo in frigo in un contenitore ermetico, o coperto da pellicola, fino al momento dell'utilizzo. 

Ecco la sequenza di montaggio del dolce:
- I disco di pan di Spagna
- bagna alle pere
- crema alla ricotta
- strato di pere a pezzetti
- II disco di pan di Spagna
- bagna alle pere
- crema alla ricotta
- strato di pere a pezzetti 
- III disco di pan di Spagna

Ho poi ricoperto la superficie ed i bordi della torta con la crema rimasta ed ho rifinito il tutto con del cioccolato bianco grattugiato. Infine ho decorato il girotorta ed il bordo con delle foglie di cioccolato temperato ed ho messo al centro un bocciolo di rosa del giardino della nonna Teresa. A dire il vero non avevo previsto all'inizio l'applicazione delle foglie, e metterle sul cioccolato grattugiato non è stata proprio l'idea migliore, perchè senza una superficie liscia non riuscivano ad attaccare bene..La prossima volta credo che ricoprirò il tutto con una glassa al cioccolato ed attaccherò subito le foglie in modo da renderle più stabili. Il risultato comunque mi ha pienamente soddisfatta, è davvero una delle torte più buone che abbia mai mangiato: il pan di Spagna sofficissimo esalta l'abbinamento cioccolato e pere, ed il tutto è in perfetto equilibrio con la crema di ricotta. Il procedimento è abbastanza articolato, e, come per tutte le preparazioni di pasticceria, necessita di un elevato tasso di precisione. È però possibile suddividere la preparazione in più step: oltre al pan di Spagna è possibile preparare qualche giorno in anticipo sia la bagna alle pere che la crema pasticcera. Il giorno prima va realizzata la crema alla ricotta ed assemblata la torta, che va poi riposta in frigo (se glassate ancora meglio in freezer) fino al giorno successivo in modo che la struttura si assesti ed i sapori si amalgamino. Il giorno in cui andrà servita non rimarranno che la glassatura e le eventuali decorazioni. Sarà una bella sfida, ma quando la assaggerete le vostre fatiche saranno ampiamente ripagate! Buona cucina a tutti

martedì 22 settembre 2015

Pane senza impasto

Con il lievito madre ho sperimentato molti tipi di preparazioni, sia dolci che salate, ma a quasi quattro anni dalla nascita del blog, e nonostante innumerevoli tentativi più o meno soddisfacenti, non ho mai pubblicato una ricetta per preparare il pane. Il binomio lievito - pane è il più immediato, ma non certo il più semplice, soprattutto quando parliamo di lievito naturale. Per avere un buon pane occorrono tempi lunghi, pieghe di rinforzo e particolari accorgimenti in fase di cottura. Questa ricetta però è l'eccezione che conferma la regola: rispetto ai metodi tradizionali la lavorazione dell'impasto è praticamente nulla ( ecco perchè si chiama pane senza impasto, o no-knead bread ) e, come dice Jim Lahey, creatore di questa tecnica, è il tempo che lavora per noi. È infatti previsto un lungo riposo della pasta, che da solo contribuisce alla formazione del glutine, e permette di ottenere un ottimo pane con un solo giro di pieghe. L'altra particolarità è invece la cottura: il pane viene cotto in pentola all'interno del forno: non serve controllare l'umidità, o modificare la temperatura in corso, basta seguire il procedimento alla lettera ed avrete un pane cotto alla perfezione! La rete è piena di ricette, più o meno fedeli all'originale, di questo pane senza impasto cotto in pentola: ho preso spunto da quella di Just love cookin', che ho poi riadattato per l'utilizzo dell'ormai insostituibile pasta madre.



Ingredienti per una pagnotta da 900 gr:
- 100 farina 00 (Petra 5)
- 100 farina integrale (Petra 9)
- 300 farina 0 (Petra 3)
- 85 gr pasta madre rinfrescata
- 1 cucchiaio sale fino
- 1 cucchiaino malto
- 370 acqua
- 2 cucchiai olio evo

Inizio sera ore 18
In una ciotola ho spezzettato il lievito madre, ho aggiunto il malto e l'acqua ed ho frullato con il minipimer in modo da sciogliere il lievito ottenendo un composto aereato e schiumoso. Ho aggiunto poco alla volta il mix di farine ed ho mescolato grossolanamente fino al'assorbimento dell'acqua. A seconda del tipo di farina che utilizzate potrebbe volerci più acqua, eventualmente aggiungetene, ma solo quel tanto che basta per idratare le farine ed ottenere un composto morbido e grumoso. Ho infine aggiunto il sale e l'olio e ho dato un'ultima veloce mescolata per amalgamare gli ingredienti. Ho chiuso la ciotola con un coperchio ermetico ( va bene anche coprirla con pellicola ), ed ho riposto in frigo per 36 ore. La ricetta originale parla di 20 ore a temperatura ambiente, ma utilizzando il lievito madre ho deciso di adottare la tecnica di soggiorno in frigo per andare sul sicuro. Una volta trascorso il tempo previsto ho tolto la ciotola dal frigo e l'ho lasciata a temperatura ambiente per 5 ore, durante le quali l'impasto è lievitato completamente riempiendosi di bolle. Con l'aiuto di un tarocco ho rovesciato l'impasto sul piano da lavoro infarinato con semola rimacinata, ed ho dato un unico giro completo di pieghe a tre. Ho formato una palla, che ho riposto in un canovaccio infarinato con semola, con la chiusura verso il basso. Ho richiuso ed ho messo il tutto a lievitare per 2 ore in un cestino da lievitazione ( io ho utilizzato il cestino Varoma del Bimby ). E ora veniamo alla cottura: ho preriscaldato il forno a 240 con la pentola ed il coperchio all'interno. Attenzione: assicuratevi che la pentola possa sopportare le alte temperature del forno, e che il coperchio non abbia parti in plastica (io ho utilizzato una pentola diam. 24 antiaderente per forno, ma vanno bene anche quelle di ghisa, di coccio o di pyrex). Per evitare di rovinare la pentola ho inserito sul fondo della padella un goccio d'acqua, che al momento di infornare era completamente evaporato. Una volta raggiunta la temperatura ho sollevato il coperchio ( attenzione a non scottarvi, è bollente! ) ed aiutandomi con lo strofinaccio ho ribaltato l'impasto nella padella, spostando così la chiusura (che prima era sotto) verso l'alto. Ho richiuso il coperchio e lasciato cuocere in forno per circa 30 minuti; ho poi tolto il coperchio (massima attenzione anche in questo passaggio) e proseguito la cottura per altri 15 minuti. Ho spento e fatto la prova del suono: battendo il fondo con le nocche della mano la pagnotta deve emettere un rumore sordo, come fosse vuota: questo è un segno inequivocabile che il vostro pane è cotto. Ho lasciato raffreddare il pane sulla gratella nel forno con lo sportello aperto per far fuoriuscire l'umidità, ed una volta freddo l'ho avvolto in un canovaccio ed atteso un paio d'ore prima di assaggiarlo. Buonissimo anche da solo con un filo d'olio, è ottimo anche il giorno dopo per preparare delle gustose bruschette! Una bella crosta dorata e croccante, una mollica morbida ma non gommosa, ed un meraviglioso profumo: una volta provato questo pane non lo lascerete più! Buona cucina a tutti



lunedì 24 agosto 2015

Torta fredda allo yogurt

Lo devo proprio ammettere: quest'estate, complici le temperature tropicali, sono stata parecchio latitante in cucina...abitiamo in mansarda e anche portare ad ebollizione l'acqua per la pasta riscalda l'ambiente: il caldo mi ha proprio buttata giù, avevo davvero pochi stimoli, perciò ho cucinato solo l'essenziale, prediligendo piatti freschi e preferibilmente senza cottura. L'unica eccezione ha una data ben precisa: il 13 luglio ci voleva per forza un dolce per festeggiare il primo compleanno della nostra piccola Gioia! L'avremmo festeggiata tutti insieme un paio di settimane più tardi, ma ci voleva un segno proprio quel giorno, era una ricorrenza che riguardava anche me, e quel meraviglioso ricordo della sua nascita non poteva passare inosservato..Non avevo molti ingredienti a disposizione e non potevo utilizzare il forno, e così, anche se predilugo la versione cotta e non amo molto l'uso della gelatina, ho deciso di preparare una cheesecake allo yogurt senza cottura. Ho preso spunto da questa versione al caffė di In cucina con Monica, ancora più leggera e fresca rispetto alla tradizionale perché preparata senza panna.



INGREDIENTI per tortiera diam. 18

Per la base
- 200 gr biscotti secchi
- 20 gr fiocchi d'avena
- 100 gr burro

Per la crema
- 400 gr yogurt naturale
- 4 fogli gelatina (8 gr)
- 40 gr latte
- 30 gr zucchero

Per decorare
- 30 gr cioccolato
- 1 ricciolo di burro

Per prima cosa ho preparato la base di biscotti: in un pentolino ho sciolto il burro a fuoco lento e l'ho lasciato intiepidire per qualche minuto. Ho tritato con il frullatore i biscotti ed i fiocchi d'avena, e li ho uniti al burro mescolando per amalgamare il tutto. Ho foderato una teglia con cerniera con la carta forno sia sulla base che sui bordi: per questi ultimi ho ritagliato delle strisce di carta alte quanto il bordo e le ho fatte aderire utilizzando poco del burro che avevo appena sciolto. Ho versato il composto di biscotti nella tortiera, ho livellato la base ed i bordi con il dorso di un cucchiaio, ed ho riposto il tutto a solidificare in frigo per circa mezz'ora, mentre preparavo la crema. Ho messo in ammollo i fogli di gelatina per 10 minuti, dopodiché li ho strizzati e li ho messi ad intiepidire in un pentolino a fuoco basso insieme al latte ed allo zucchero. Prima ho mescolato velocemente con una frusta, poi ho passato il tutto con il frullatore ad immersione per eliminare eventuali grumi residui. Ho spento e lasciato raffreddare, ed ho poi unito la gelatina allo yogurt, mescolando per ottenere un composto omogeneo. Ho versato la crema così ottenuta nella tortiera (evitando di superare in altezza il bordo di biscotto), ed ho rimesso la torta a rassodare in frigo per circa 4 ore: ovviamente potete lasciarla anche di più, questo ė il limite minimo di tempo affinchè la gelatina faccia il suo dovere! Con questa torta l'abbinamento ideale è una salsa ai frutti rossi (se volete provarla vi rimando a questa ricetta), ma ad Alessio non piace proprio, e così ho optato per una decorazione al cioccolato. Ho sciolto in un pentolino il cioccolato fondente con il burro, e con un cucchiaino e dei movimenti veloci ho creato dei fili sulla superficie della torta. Io ho rimesso in frigo per farlo rassodare, ma potete servirlo anche al momento. Visto che mi era avanzato del cioccolato ho infine creato una cornice tirando dei tratti decisi con un pennello al silicone. A mio parere non c'è paragone con la versione cotta in forno, ma in questo caso ho fatto di necessità virtù, e la torta senza cottura si è rivelata essere davvero una valida alternativa! Buona cucina a tutti


mercoledì 5 agosto 2015

Tiramisù con uova pastorizzate

Il tiramisù è uno dei miei dolci preferiti, ma durante entrambe le gravidanze ho dovuto rinunciarvi perché contiene uova crude che possono essere causa di intossicazioni alimentari. Se avessi saputo che esisteva una procedura di pastorizzazione che rende questa ricetta sicura ne avrei fatto di certo delle belle scorpacciate, perché, si sa, quando si è in dolce attesa vengono degli attacchi di fame che solo qualcosa di veramente buono riesce a placare...La ricetta da cui ho preso spunto è di Pain épices et pépins ma come sempre ho voluto complicarmi la vita, e rispetto all'originale ho deciso di utilizzare i savoiardi fatti in casa ( ricetta del Maestro Iginio Massari, tratta dal libro Non solo zucchero I). Per velocizzare, o per evitare di utilizzare il forno specialmente in questi giorni torridi, potete utilizzare i savoiardi acquistati, ma è superfluo sottolineare che il risultato non sarà lo stesso!



Ingredienti:
Per i savoiardi
- 100 gr tuorli ( circa 5 )
- 46 gr zucchero
- 1/2 cucchiaino essenza vaniglia  (o 1/2 baccello)
- 185 gr albumi
- 38 gr zucchero
- 61 gr farina
- 61 gr fecola

Per la bagna
- caffè di moka
- 2 cucchiai di zucchero

Per la crema
---Pate a bombe
   - 100 g tuorli
   - 80 g zucchero
   - 40 g acqua
---Meringa all'italiana
   -150 g albumi
   -170 g zucchero
   -50 g acqua

   -6 g gelatina in fogli
   -500 g mascarpone

Per decorare
- cacao amaro
- meringhe

Strumenti necessari
- bilancia con tara al grammo
- termometro digitale per alimenti

Data la complessità della ricetta ho preparato i savoiardi con qualche giorno di anticipo. Per prima cosa ho pesato tutti gli ingredienti ed ho setacciato farina e fecola per rendere più scorrevole la preparazione. Nella planetaria a velocitá medio-alta ho montato i tuorli con la prima parte dello zucchero e la vaniglia fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso ( 10-15 minuti ). Nel frattempo ho montato a neve gli albumi con la seconda parte di zucchero utilizzando le fruste elettriche, finchè la massa non é diventata soda e lucida (prima ho montato bene i soli albumi e poi verso la fine ho aggiunto poco alla volta lo zucchero, in modo da non smontare la massa). Ho poi unito le masse in un unico composto: ho versato nei tuorli 1/3 degli albumi montati ed 1/3 di farina e fecola mescolando delicatamente con una spatola. Ho proseguito seguendo quest'ordine per altre due volte fino all'esaurimento degli ingredienti. Ho poi inserito il composto in una sac a poche con bocchetta liscia ed ho modellato sul tappetino di silicone (va bene anche la carta forno) dei bastoncini di circa 10 x 3 cm. Non illudetevi che in questo modo verranno tutti uguali: se li volete proprio come quelli comprati dovrete utilizzare l'apposito stampo in silicone. In alternativa potete, sempre con la sac a poche, sagomare dei cerchi di savoiardo del diametro desiderato direttamente sul tappetino. Una volta formati ho spolverizzato i biscotti prima con zucchero semolato e poi con zucchero a velo per formare la classica crosticina in superficie. Ho infornato a 200 gradi statico per 10-12 minuti a valvola aperta ( basta un cucchiaino tra il forno e lo sportello per far fuoriuscire l'umidità in eccesso). Tenete d'occhio la cottura, perchè in breve tempo saranno pronti: appena li vedete dorati spegnete il forno e lasciateli raffreddare all'interno con lo sportello aperto. Una volta freddi ho riposto i biscotti in una scatola di latta ben chiusa fino al momento dell'utilizzo.
E veniamo al giorno in cui ho preparato il dolce. Per prima cosa ho preparato la bagna al caffè, che va utilizzata fredda per evitare di inzuppare troppo i savoiardi. Per una moka di caffè ho aggiunto solo due cucchiai di zucchero, per bilanciare la maggior quantità di zuccheri presenti nella crema e necessari per il procedimento di pastorizzazione delle uova.
Ho sciolto la gelatina lasciandola in ammollo per una decina di minuti in acqua fredda. Ho iniziato a montare i tuorli in planetaria a velocità media e nel frattempo ho sciolto zucchero ed acqua a fuoco medio-basso in un pentolino ed ho portato il tutto alla temperatura di 121 gradi ( se avete il termometro è più preciso, altrimenti tale temperatura si raggiunge circa  5 minuti dopo l'ebollizione ). Una volta ottenuto lo sciroppo l'ho versato a filo sui tuorli abbassando la velocità delle fruste. Ho strizzato la gelatina dall'acqua, l'ho sciolta a fuoco basso in un pentolino mescolando con una frusta in modo da eliminare eventuali grumi, l'ho aggiunta al composto ed ho lasciato lavorare ancora una decina di minuti, fino ad ottenere una massa chiara e spumosa. 
Ho eseguito lo stesso procedimento per la pastorizzazione degli albumi (meringa all'italiana): mentre montavano in planetaria a velocità medio-alta ho preparato lo sciroppo (con la seconda parte di acqua e zucchero), che ho poi versato a filo sulle chiare proseguendo fino ad ottenere un composto sodo e lucido.
Ho unito i due composti montati, e ne ho utilizzato un paio di cucchiai per ammorbidire il mascarpone e renderlo più fluido. Un consiglio: se dovete incorporare una massa montata é sempre quella più morbida che va unita a quella più solida e non viceversa, in modo da smontare il composto il meno possibile. Con movimenti delicati ho unito le due masse fino ad ottenere una crema unuforme ed omogenea.

Ho poi iniziato il montaggio del dolce:
- base di savoiardi
- bagna al caffè 
- crema al mascarpone
- strato di savoiardi 
- bagna al caffè 
- crema al mascarpone

Se volete una torta più alta e vi avanzano ingredienti potete aggiungere uno strato in più, terminando comunque con la crema. Per decorare ho cosparso la superficie di cacao amaro, ed ho abbellito il giro torta con delle meringhe ed il centro con dei boccioli freschi di rosa del giardino della nonna Teresa. 
Consiglio di prepararla il giorno prima e conservarla in frigo in modo da far amalgamare bene i sapori ed ottenere una consistenza cremosa ma compatta. La ricetta è sicuramente più complessa rispetto a quella tradizionale, ma vi assicuro che il risultato ripaga ampiamente lo sforzo! Buona cucina a tutti

mercoledì 24 giugno 2015

Come fare le meringhe

"Cosa sono tutti quei piccoli contenitori in freezer?”
“Albumi congelati, amore”
“Ma perché hai la mania di congelare tutto? Poi tanto lo so che non li userai..”
Ed invece si sbagliava, perché nel congelatore gli albumi si conservano perfettamente: una volta tornati a temperatura ambiente, si prestano a svariati utilizzi, e, se sono stati separati correttamente dal tuorlo, si montano che è una meraviglia! Ci sono tantissime ricette per smaltire gli albumi in avanzo, ma finora avevo sempre accantonato l’idea di preparare le meringhe perché presuppongono l’utilizzo della sac a poche, strumento tanto indispensabile quanto ostico…Poi come sempre la voglia di sperimentare ha prevalso, e, dopo essermi documentata, ho scelto tra le innumerevoli versioni quella che mi sembrava la più facile da realizzare. In realtà la preparazione delle meringhe nasconde, nella sua semplicità, parecchie insidie, e l’errore è sempre dietro l’angolo…Ecco perché questo risultato al primo tentativo è giunto quantomeno inaspettato! Certo è che se ce l’ho fatta io ci può riuscire chiunque: ricordate però che in queste preparazioni tecniche il fattore di riuscita è strettamente legato ad una componente fondamentale, la precisione, sia nei tempi che nei metodi. La ricetta è tratta dal primo volume di 'Non solo zucchero' del Maestro Iginio Massari, un libro che vi consiglio di leggere se, come me, volete approfondire la conoscenza del magico mondo della pasticceria!


Ingredienti ( 2 teglie- circa 50 meringhe medie )
- 100 gr albumi ( circa 5 )
- 200 gr zucchero

Attrezzatura
- Sac a poche con bocchetta a stella
- Bilancia digitale al grammo
- Termometro digitale per alimenti ( non indispensabile )
- Planetaria o fruste elettriche

In un pentolino ho stemperato leggermente gli albumi portandoli ad una temperatura di circa 35 gradi. Se non avete il termometro potete spegnere quando immergendo un dito li sentite leggermente tiepidi al tatto. Li ho tolti dal fuoco ed inseriti in planetaria con 20 gr di zucchero (il 10% sul totale), iniziando a montarli con la frusta a velocità media. Mentre la macchina continuava a montare ho aggiunto la metà dello zucchero rimasto ( 90 gr ), poco per volta. Dopo circa 15 minuti, quando la massa di albumi era ormai ben soda e lucida, ho aggiunto lo zucchero rimanente in due volte, ho lasciato lavorare ancora per una decina di secondi ed ho spento. Per riempire la sac a poche ho montato la bocchetta a stella, ho inserito il sacchetto in un contenitore dai bordi alti (tipo quello del frullatore ad immersione), ho ripiegato l'apertura sul bordo, ed aiutandomi con una spatola l'ho riempito fino a metà circa. Ho poi chiuso il sacchetto, ruotandolo, ed ho stretto spingendo la crema fino alla punta, in modo da eliminare bolle d'aria e favorire una regolare fuoriuscita del prodotto. Ho tagliato la punta con una forbice ed ho iniziato a formare le meringhe su un tappetino in silicone posizionato sulla teglia del forno; va benissimo anche la più semplice carta forno, ma prima di formare le meringhe consiglio di ungere con un po' di burro sciolto i 4 angoli, per evitare che si sposti complicando di molto il lavoro. Se volete invece preparare delle torte a base meringa potete, anzichè formare le singole meringhe, modellare sul tappetino un disco del diametro desiderato ed utilizzarlo a vostro piacimento. Con questa dose ho ottenuto 2 teglie, che ho infornato contemporaneamente a 160 gradi per i primi 10 minuti, abbassando poi a 120 gradi per le successive due ore. Durante tutto il tempo di cottura ho lasciato lo sportello aperto inserendo il manico di una forchetta: un facile stratagemma domestico per simulare le valvole aperte dei forni professionali, che permettono la fuoriuscita dell'umidità in eccesso garantendo la croccantezza del risultato finale. Ho poi spento il forno e le ho lasciate raffreddare all’interno ancora per qualche ora: se le meringhe non si asciugano completamente l’umidità residua rischia di renderle gommose e di difficile masticazione. Una volta fredde si conservano per qualche settimana ben chiuse in un sacchetto per alimenti o in una scatola di latta. Potrete utilizzarle per decorare i vostri dolci, sbriciolarle sul gelato o nello yogurt, o sgranocchiarle da sole, per una piccola pausa di dolcezza. Buona cucina a tutti

Alcuni consigli:
- Questo tipo di meringa prevede un rapporto 1:2 tra albumi e zucchero: siccome il peso degli albumi non è mai costante consiglio di pesare al grammo gli albumi e regolarsi di conseguenza con il peso dello zucchero, che dovrà essere esattamente il doppio. Se come me avete l’abitudine di utilizzare albumi congelati, conviene pesarli nel momento in cui li mettete in freezer, e segnare il peso sul contenitore: quando deciderete di preparare le meringhe dovrete solo pesare lo zucchero.
- La planetaria è lo strumento ideale per questa ricetta: avendo una ciotola fissa permette di aggiungere comodamente lo zucchero mentre state montando gli albumi. Vanno bene anche le fruste elettriche, ma il procedimento di inserimento dello zucchero risulterà un po’ più macchinoso. Alcuni montano gli albumi con il Bimby, devo essere sincera io non ci sono mai riuscita, perciò non mi sento di consigliarvelo per questa preparazione.
- Se volete potete evitare di stemperare gli albumi, ma vi assicuro che il tempo che spendete per questa operazione sarà ampiamente recuperato, perché a quella temperatura montano più velocemente.


venerdì 5 giugno 2015

Rose di mele e pasta sfoglia

Ci sono ricette che, per qualche strana alchimia, colpiscono a prima vista: mentre la leggi stai già pensando quali ingredienti hai e quali ti mancano, in quale giorno o momento della giornata sarai libera per prepararla, se c'è un'occasione speciale in cui la potrai proporre, ed, infine, se è una ricetta che merita di essere fotografata e raccontata nel blog. Quando qualche settimana fa ho visto in rete il video di questa vera e propria chicca, semplice ma di grande effetto visivo, sapevo già che sarebbe entrata a far parte delle mie ricette preferite, e che, scavalcandone tantissime in coda già da parecchio tempo, sarebbe stata pubblicata appena possibile. Inoltre sono particolarmente orgogliosa di queste roselline di mele, perchè sono state preparate con la mia prima pasta sfoglia fatta in casa: fragrante, profumata, e, soprattutto, preparata con ingredienti genuini!


                                      
Ingredienti (per 6-7 rose)
- 1 foglio rettangolare di pasta sfoglia
- 1 mela medio-grande
- 1/2 limone
- 300 ml acqua
- 50 gr zucchero semolato
- marmellata qb ( gusto a piacere )
- zucchero a velo qb

Ho tagliato a metà la mela, l'ho privata del torsolo e l'ho tagliata a fettine sottili (2 -3 mm). Per evitarne l'ossidazione ho messo le fettine in una ciotola con acqua fredda ed il succo di mezzo limone. In un pentolino ho portato ad ebollizione l'acqua con lo zucchero e vi ho immerso le mele per qualche minuto: si devono soltanto ammorbidire, attenzione a non lasciarle cuocere troppo perché rischiano di sfaldarsi! Le ho poi tolte ad una ad una dallo sciroppo aiutandomi con una pinza e le ho lasciate raffreddare. Nel frattempo ho steso leggermente la pasta sfoglia con il mattarello, ho ritagliato delle strisce larghe 5-6 cm sulle quali ho steso un sottile velo di marmellata. Ho poi iniziato a posizionare le fettine di mela una accanto all'altra su una metà della striscia per tutta la lunghezza, lasciando la parte superiore della fetta ( quella con la buccia ) all'esterno della pasta in modo da creare l'effetto del petalo. Ho poi ripiegato l'altra metà della striscia sulle mele e, partendo da un'estremità, ho iniziato ad arrotolare la pasta su se stessa fino a formare le rose. Ho dato una leggera spolverata di zucchero a velo ed ho infornato a 180 gradi statico per 30 minuti e a 220 ventilato per altri 5 minuti. Ho lasciato raffreddare prima di servirle ai miei ospiti, che hanno apprezzato, oltre al gusto, anche l'eleganza della forma. La domanda è sorta spontanea: "Questa sì che è una ricetta per il tuo blog! Le hai fotografate?". La risposta la conoscete già ;)) buona cucina a tutti

martedì 5 maggio 2015

Brioche con albumi e lievito madre

Come tutti i grandi lievitati anche la colomba di Pasqua prevede l'inserimento nell'impasto di una sostanziosa quantità di tuorli, e così, una volta finite le colombe, mi sono ritrovata con un'altrettanto sostanziosa quantità di albumi da impiegare. Per fortuna possono essere congelati ed in tal modo si conservano per alcuni mesi, ma anche il freezer iniziava a dare segni di cedimento, e così ho iniziato una ricerca di ricette per smaltire gli albumi in avanzo. A quanto pare non sono l'unica ad avere questa esigenza, perchè in rete c'è davvero l'imbarazzo della scelta, ma la ricetta che ho trovato da Oltre le Marche mi ha subito invogliata, anche perchè prevede l'utilizzo del lievito madre. Ed ecco i miei cornetti preparati con pasta brioche di soli albumi: soffici, leggeri, e con l'inconfondibile profumo della lievitazione naturale!



Ingredienti per 16 cornetti
- 350 gr di farina 0 ( Petra 3 )
- 3 albumi
- 70 gr di zucchero
- 1 cucchiaino essenza di vaniglia
- 70 gr di lievito madre rinfrescato
- 40 gr di burro a pomata
- 100 ml di latte
- 1 cucchiaino di malto
- 1 cucchiaino di sale

Nella ciotola della planetaria ho spezzettato il lievito madre ed ho unito il latte, il malto e la vaniglia: ho azionato la macchina con la foglia a velocità media per qualche minuto fino ad ottenere un composto schiumoso. Ho aggiunto, alternando, la farina setacciata, lo zucchero e gli albumi, fino ad esaurimento degli ingredienti. Ho continuato ad impastare a velocità medio-bassa finchè l'impasto non ha iniziato ad incordare staccandosi dalle pareti della ciotola. Ho aggiunto il sale e, poco alla volta, il burro, avendo l'accortezza di procedere con le aggiunte successive dopo il completo assorbimento delle precedenti. Una volta ottenuto un impasto liscio ed omogeneo, ho ribaltato il tutto sul piano da lavoro ed ho lasciato puntare per 15-20 minuti in modo da rafforzare la struttura glutinica della pasta. Ho poi lavorato a mano l'impasto fino ad ottenere una palla liscia e compatta, che ho riposto in una ciotola a lievitare coperta per un paio d'ore a temperatura ambiente. Una volta avviata la lievitazione ho trasferito la ciotola in frigo fino al giorno successivo.
Prima di procedere con la formatura ho lasciato ambientare l'impasto un paio d'ore fuori frigo: una volta ammorbidito ho ribaltato l'impasto sul piano da lavoro leggermente infarinato, ed ho steso con il mattarello un disco di pasta di diam. 30 circa, alto  4-5 mm. Con un coltello ho sezionato il disco prima in quarti, poi in ottavi ed infine in sedicesimi, fino ad ottenere 16 triangoli di ugual misura.



Ho posizionato alla base di ognuno la farcitura ( in questo caso ho utilizzato della crema al cioccolato, ma potete usare anche marmellata o lasciarle vuote ) ed ho arrotolato partendo dalla base verso la punta fino ad ottenere i cornetti.




Ho posizionato le brioche così formate su una teglia ricoperta di carta forno e le ho lasciate lievitare coperte da pellicola trasparente fino al raddoppio. Mentre preriscaldavo il forno ho tolto la pellicola ed ho pennellato i cornetti con del latte per migliorarne la doratura. Ho infornato a 175 gradi statico per circa 18 minuti, ho sfornato e lasciato raffreddare. Si conservano morbidissime in un sacchetto alimentare ben chiuso anche per 4 giorni, ma, se preferite, una volta fredde potete anche congelarle. Ottime da inzuppare nel latte a colazione, non essendo particolarmente dolci possono essere arricchite con un leggero spolvero di zucchero a velo. Buona cucina a tutti!

mercoledì 15 aprile 2015

Colomba di Pasqua con lievito madre

Quando ho deciso di autoprodurre ed iniziare ad usare il lievito madre sapevo già che un giorno sarei riuscita nell'ardua impresa di preparare un grande lievitato. Sono passati quasi tre anni, durante i quali mi sono documentata, mi sono attrezzata ed ho provato, sbagliato, e riprovato, finchè dopo vari tentativi più o meno riusciti ce l'ho fatta: ecco a voi la mia colomba di Pasqua a lievitazione naturale! Il risultato migliore l'ho ottenuto con questa ricetta del maestro Giorilli, che ho trovato sul blog Fable de Sucre: a questo proposito devo anche ringraziare i membri del gruppo facebook Pasticciando con i Fables, che mi hanno sostenuta nelle varie fasi della preparazione con la loro esperienza ed i loro preziosi consigli! Non essendo amante di canditi e mandorle ho preparato una versione al cioccolato: è una colomba golosa, morbida e profumata, e renderà la vostra Pasqua ancora più dolce! È anche un'ottima idea regalo: se volete offrirla in dono vi consiglio però di fare prima un po' di esperienza e testarla in famiglia, con queste preparazioni così complesse il flop è sempre in agguato...

Prima del procedimento vero e proprio troverete una serie di indicazioni e consigli, validi nella preparazione di tutti i grandi lievitati: se volete cimentarvi con questa ricetta prendetevi il tempo per leggerli ( e rileggerli.. ), vi saranno davvero utili!





Ingredienti per 2 colombe da 750 gr

Primo impasto:
- 120gr lievito naturale rinfrescato (120)
- 375 gr Farina 00 350W – P/L 0,55 ( panettone Molino Quaglia)
- 114 gr Burro 
- 114 gr Zucchero semolato 
- 184 gr Acqua 
- 82 gr tuorli (4/5)

Secondo impasto:  
Tutto il primo impasto
- 96 gr Farina 00 300W – P/L 0,55 
- 160 gr Burro 
- 96 gr Zucchero 
- 136 gr Tuorli (8/9)
- 2 gr Malto d’orzo 
- 6 gr Sale 
- 240 gr cioccolato fondente

Per il mix aromatico
- 26 gr miele 
-1 bacca polpa vaniglia (o 1 cucchiaio essenza)

Per la glassa
- 300 gr cioccolato al latte 
- 45 burro
- 60 gr latte


ELENCO ATTREZZATURA:

L'impasto della colomba, come quello del panettone, richiede una particolare lavorazione per far assorbire correttamente la grande quantità di grassi e liquidi alla farina. L'utilizzo della planetaria è di fondamentale importanza se si vuole ottenere un impasto ben incordato che riesca a lievitare nonostante il suo elevato peso specifico. 

-->soprattutto se non si possiede grande grande esperienza il termometro è molto utile per controllare la temperatura dell'impasto: superando i 26 gradi l'impasto si indebolisce e non riesce a formare una corretta maglia glutinica;

-->se non si ha a disposizione una cella di lievitazione con termostato, è utile per misurare la corretta temperatura del luogo in cui si andrà a fare lievitare l'impasto: temperature troppo basse inibiscono la lievitazione, temperature troppo alte indeboliscono i lieviti stressando oltre misura la struttura dell'impasto e compromettendo di conseguenza il risultato finale;

-->l'uso del termometro è infine indispensabile per controllare la temperatura al cuore dell'impasto, che deve raggiungere i 94-96 gradi prima di essere sfornata: con temperature più basse il dolce risulta crudo, con temperature più alte diventa invece troppo secco. 

In queste preparazioni è fortemente sconsigliato arrotondare, o, ancor peggio, andare ad occhio. Le ricette sono state studiate da maestri che hanno calibrato i dosaggi in modo da ottenere un equilibrio perfetto che garantisca la riuscita del dolce. Ecco perchè è necessario misurare con precisione tutti gli ingredienti e non farsi prendere dalla mania di personalizzare la ricetta: se non si hanno conoscenze specifiche riguardo al bilanciamento il fallimento è inevitabile! 

- CALCOLATRICE ( o foglio di calcolo)
Risulta molto utile se si vuole riproporzionare la ricetta sulla base dei pirottini a disposizione: questa ricetta è per 2 colombe da 750 gr, ma nulla vieta di ricalcolare gli ingredienti per differenti pezzature (ad esempio se voglio fare una sola colomba da 1 kg, o 2 da 500, dovrò dividere tutti gli ingredienti per 1,5)

È uno strumento molto utile per dividere l'impasto e fare le pezzature finali: anche nel caso si prepari una sola colomba alla fine della preparazione l'impasto va pesato in modo che il pirottino ne contenga la giusta quantità ( 10% in più rispetto al peso dello stampo in caso di prodotti non glassati, 10 % in meno in caso di prodotti glassati )

Gli stampi per colomba devono essere assolutamente di carta, per poter poi essere infilzati e capovolti per il raffreddamento. Essendo un impasto molto pesante ha bisogno di raffreddare a testa in giù per consolidarsi ed evitare affossamenti al centro: tale operazione è impossibile da eseguire con stampi in alluminio o teflon, che sono in questo caso vivamente sconsigliati. Per infilzare esistono appositi spiedi in metallo, che si possono tranquillamente sostituire con ferri da calza, o spiedini lunghi in metallo da barbecue

ULTIMI CONSIGLI PRIMA DI INIZIARE

Questo tipo di impasto richiede tempi particolarmente lunghi sia in fase di lavorazione che di lievitazione: bisogna armarsi di una buona dose di pazienza, e non farsi prendere dalla fretta. Anche se si ha a disposizione una buona planetaria i tempi di impasto non sono rapidi: gli ingredienti vanno inseriti molto gradualmente, e lasciati assorbire completamente prima di procedere con le successive aggiunte. In linea generale per raggiungere la completa incordatura dell'impasto sono necessari 30 minuti per il primo impasto e 45 per il secondo.

La temperatura dell'impasto, come ricordato sopra, non deve superare i 26 gradi, oltre i quali la maglia glutinica si allunga impedendo una corretta incordatura. Durante l'impasto un innalzamento della temperatura dato dalla lavorazione in macchina ė fisiologico. Per evitare di superare il limite è perciò indicato:
- far raffreddare ciotola e ganci dell'impastatrice in frigo un'ora prima di iniziare
- utilizzare tutti gli ingredienti freddi da frigorifero (tranne il burro che dev'essere a pomata)
-far girare la planetaria a velocità basse (per la kenwood da minima a max 1,5)

Se nonostante questi accorgimenti la temperatura dovesse alzarsi eccessivamente l'unico rimedio è quello di raffreddare l'impasto con un riposo di 10 minuti in freezer (o 20 in frigo), prima di riprendere la lavorazione

Data la complessità del procedimento è consigliabile pesare tutti gli ingredienti prima di iniziare ad impastare: in tal modo si ottimizza la procedura riducendo il margine di errore, che in preparazioni così complicate è sempre molto elevato.

I grandi lievitati sono impasti molto ricchi di grassi e proteine, ed hanno bisogno di una farina adeguata e di un lievito ben in forza per uno sviluppo corretto dell'impasto. Ecco perchè nei giorni precedenti il lievito madre va rinfrescato spesso, ed il giorno in cui si inizia la preparazione va rinfrescato almeno 2 volte consecutive prima di procedere con il primo impasto. Come indicazione generale un lievito al 50% di idratazione è pronto se triplica il suo volume in 3-4 ore (al 40 % di idratazione è sufficiente il raddoppio a parità di tempo).

Di seguito la mia tabella per i rinfreschi:

Nei giorni precedenti 
- n. 1 rinfresco 2 giorni prima
- n. 2 rinfreschi il giorno prima (mattina e sera)

Il giorno del primo impasto
- primo rinfresco ore 9
- secondo rinfresco ore 13

Durante questi rinfreschi il lievito va sempre lasciato a temperatura ambiente.
La farina dei rinfreschi deve essere possibilmente quella che si utilizzerà per l'impasto.

Le indicazioni fin qui esposte sono generiche e valide nella preparazione di tutti i grandi lievitati. Se siete riusciti a leggere fino a questo punto ora siete pronti per partire con la ricetta vera e propria, che ho sintetizzato al massimo per renderla più chiara e lineare possibile.

GIORNO 1
La mattina:
- partire con i rinfreschi preparatori come indicato sopra
- pesare tutti gli ingredienti e metterli in frigorifero
- preparare il mix aromatico e metterlo in frigo fino all'utilizzo ( il giorno successivo ) per dar modo agli aromi di amalgamarsi al meglio
- togliere il burro dal frigo affinchè raggiunga una consistenza morbida ( a pomata )

Ore 17.00 PRIMO IMPASTO

1) inserire nella ciotola della planetaria la pasta madre spezzettata, l'acqua e la farina ed impastare con la foglia a velocità minima fino ad ottenere una palla omogenea 

2) aggiungere con la macchina in movimento lo zucchero gradatamente e a più riprese per facilitarne l'assorbimento

3) sempre con la macchina in azione aggiungere i tuorli a filo in più riprese, attendendo il completo assorbimento di ogni dose prima di procedere

4) aggiungere poco per volta il burro a pomata, con gli stessi accorgimenti adoperati per l'inserimento dei tuorli

5) impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Spegnere la macchina, con l'aiuto di un tarocco ribaltare sottosopra l'impasto, sostituire il gancio a foglia con quello ad uncino ed aumentare per qualche minuto la velocità (max 1,5) per serrare l'incordatura

6) verificare la consistenza con la prova del velo: se, tirando verso l'alto una porzione di pasta, questa si allunga senza strapparsi e diventa trasparente, allora l'impasto ė incordato. In caso contrario continuare ad impastare fino a completa incordatura (con eventuali soste di raffreddamento in frigo)





7) ribaltare l'impasto su un piano da lavoro e lasciarlo riposare all'aria per 40 minuti 

8) staccare un piccolo pezzo di impasto, che servirà da spia di lievitazione, e pirlarlo fino ad ottenere una palla liscia e setosa; effettuare la stessa operazione con il resto dell'impasto ottenendo un'altra palla che differisce dalla prima solo nelle dimensioni

9) mettere l'impasto in un contenitore abbastanza capiente da contenere il triplo del volume iniziale, e la spia di lievitazione in un contenitore graduato per tenere sotto controllo lo sviluppo dell'impasto

10) riporre il tutto a lievitare a 24-25 gradi fino a quando la massa non abbia triplicato di volume (12-14 ore). Utilizzare come cella di lievitazione il forno spento con lucina accesa, previa verifica della temperatura.

Durante il primo impasto o al termine dello stesso:
- pesare gli ingredienti del secondo impasto e metterli in frigo
- tagliare a scaglie il cioccolato e metterlo in freezer fino all'utilizzo (così in cottura manterrà la forma e non si scioglierà macchiando l'interno)
- togliere il burro dal frigo affinchè raggiunga una consistenza morbida (a pomata)

SECONDO GIORNO

Ore 9.00 SECONDO IMPASTO
1) sgonfiare il primo impasto ( unendo anche la spia di lievitazione ) e metterlo in frigo a raffreddare per circa mezz'ora insieme alla ciotola della planetaria ed ai suoi ganci

2) aggiungere al primo impasto la farina ed il malto ed impastare con gancio a foglia a velocità 1 fino ad ottenere un composto ben amalgamato

3) aggiungere sempre ad inserimenti successivi lo zucchero e la metà dei tuorli, il sale ed il mix aromatico 

4) una volta assorbito il tutto aggiungere 120 gr di burro e, sempre gradatamente, la seconda metà dei tuorli, ed impastare quanto basta per raggiungere l'incordatura

5) sciogliere a bagnomaria i restanti 40 gr di burro e lasciar raffreddare

6) spegnere la macchina, ribaltare l'impasto in ciotola, sostituire il gancio a foglia con quello ad uncino, ed alzare la velocità (max 1,5) per qualche minuto per serrare l'incordatura

7) fare la prova del velo per verificare lo stato dell'impasto. Se non risulta ancora ben incordato continuare ad impastare fino a completa incordatura (con eventuali soste di raffreddamento in frigo)

8) aggiungere il burro fuso e le scaglie di cioccolato appena tolte dal freezer, azionare la macchina a velocità minima per distribuire i pezzi in modo omogeneo ma senza rompere l'impasto

9) ribaltare l'impasto sul piano e lasciarlo riposare all'aria per 40 minuti

10) effettuare una prima pirlatura dell'intero impasto e lasciare riposare per 15 minuti

11) con il tarocco tagliare la palla in due pezzi (uno leggermente più grande dell'altro), pirlare entrambi e lasciar riposare per altri 15 minuti

12) allungare leggermente le due sfere fino a formare due salsicciotti, che andranno posizionati nel pirottino a formare le ali ( il più piccolo, sotto ) ed il corpo ( il più grande sopra )


13) mettere a lievitare in luogo caldo ( 28-30 gradi --> forno spento con lucina accesa ) coperto da pellicola fino a che l'impasto non avrà riempito tutti gli spazi e superato la metà del pirottino

14) accendere il forno e mentre si scalda scoprire la colomba e lasciarla all'aria per far sì che si formi una leggera pellicina in superficie


15) infornare a 170 gradi statico per circa 40-45 minuti e sfornare quando la temperatura al cuore ha raggiunto i 94 gradi


16) infilzare immediatamente con gli appositi spiedi e lasciare raffreddare capovolta per 12 ore



TERZO GIORNO
- preparare la glassa: versare il cioccolato, il burro ed il latte nel boccale del Bimby e stemperare 3 min 50 gradi vel 2-3 ( se non avete il Bimby potete sciogliere il tutto  in un pentolino a bagnomaria )

- lasciare raffreddare per qualche minuto e versare sulla colomba posizionata su una gratella per far colare l'eccesso di glassa

- far solidificare completamente la glassa, rifilare i bordi di carta del pirottino con un coltello pulendoli dalla glassa in eccesso

- confezionare la colomba negli appositi sacchetti microforati. Se si consuma ad oltre dieci giorni dal confezionamento il sacchetto va spruzzato con alcool alimentare: si conserva perfettamente fino a 60 giorni

- prima di assaggiarla va lasciata riposare almeno 4-5 giorni, in modo che la struttura si assesti e si asciughi al punto giusto

Il procedimento va studiato nei minimi dettagli, ed assicuratevi di avere tutto il necessario prima di iniziare, compresi due giorni di tempo libero! È inutile negarlo, la difficoltà della ricetta è elevata, e forse non riuscirà al primo tentativo. Ma non demordete, fate tesoro di ogni errore, e quando preparete la colomba perfetta sarà davvero una grandissima soddisfazione!  Buona cucina a tutti

lunedì 23 marzo 2015

New york cheesecake

Per la festa del papà il nostro piccolo Alessio doveva preparare un lavoretto alla scuola materna: si trattava di una cornice a forma di cuore che conteneva il disegno del papà. Già nei giorni precedenti però lo aveva avvisato che il cuore non lo avrebbe fatto, perchè aveva paura di pungersi con il punteruolo. "Però se vuoi io e la mamma ti prepariamo una torta, ok?". Per lui era una buona alternativa al lavoretto, per me un'ottima occasione per preparare una nuova ricetta! Mio marito adora i dolci al formaggio e così abbiamo deciso di realizzare una golosa cheesecake ( ricetta che ho trovato da Mysia ), la tipica torta americana con base di biscotti ed una morbida crema al formaggio fresco, un dolce molto versatile che si presta ad essere decorato in tantissimi modi diversi: visto che avevo in freezer un'ultima scorta di ribes raccolti nel bosco della nonna Teresa, ho deciso di decorarla con una salsa ai frutti rossi, che crea un bel contrasto di colore ma, soprattutto, un ottimo abbinamento di sapori! 



Ingredienti per uno stampo da 18 cm:

Per la base
- 150 gr di biscotti tipo digestive
- 60 gr di burro
Per la crema al formaggio:
- 2 uova
- 90 gr di zucchero di canna
- 250gr di formaggio spalmabile
- 1/2 cucchiaio di essenza di vaniglia

Per la glassa
- 200 ml di panna acida*
- 2 cucchiai rasi di zucchero a velo
- 2 cucchiaini di essenza di vaniglia

*panna acida
100 panna fresca
100 yogurt
1 cucchiaio di succo limone

Per la salsa
- 40 gr ribes
- 2 cucchiai zucchero di canna
- 1 cucchiaio di panna

Per prima cosa ho preparato la panna acida: in una ciotola ho versato lo yogurt e la panna, ho aggiunto il succo di limone ed ho mescolato per amalgamare il tutto. Ho coperto con pellicola trasparente ed ho messo in frigo a riposare per un paio d'ore (ovviamente se avete già la panna acida saltate questo primo passaggio). Nel frattempo ho iniziato a preparare la base di biscotto. Ho sciolto in un pentolino a fuoco basso il burro e l'ho lasciato intiepidire. Ho frullato i biscotti nel mixer, li ho trasferiti in una ciotola e vi ho versato il burro sciolto, amalgamando fino ad ottenere un composto omogeneo. Ho foderato la base della tortiera con carta forno, ho distribuito il composto sul fondo e l'ho compattato livellandolo con un cucchiaio. Ho messo la base a rassodare in forno per circa mezz'ora. Nel frattempo ho preparato la crema: in una ciotola ho unito il formaggio, le uova, lo zucchero e la vaniglia ed ho frullato con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Ho versato l'impasto, che risulta molto liquido, nella tortiera, ed ho infornato per 1 ora a 160 gradi statico. Mi raccomando non aprite il forno durante la cottura perchè rischiate che la crema al formaggio collassi al centro! Mentre era in forno ho preparato la glassa alla panna acida, aggiungendo a quest'ultima lo zucchero a velo e l'essenza di vaniglia e mescolando per amalgamare. Ho versato la crema così ottenuta sulla torta ed ho infornato nuovamente per 10 minuti a 180 gradi. Ho spento e lasciato raffreddare all'interno del forno, e, una volta raffreddato completamente, ho messo il dolce in frigo. Il tempo minimo di soggiorno in frigorifero è di 4 ore: consiglio però di prepararlo il giorno prima per far compattare le creme ed amalgamare i sapori. Prima di servire ho tolto dal frigo e spolverato la superficie con scaglie di cioccolato bianco, ed ho preparato la salsa per la decorazione. In un pentolino antiaderente ho fatto cuocere per 7-8 minuti i frutti rossi a cui ho aggiunto, mescolando, lo zucchero e la panna. Ho tolto dal fuoco, schiacciato con un mestolo di legno e passato tutto al setaccio fine, ottenendo una cremina densa ed omogenea. Subito prima di servire ho decorato ogni singola fetta con la salsa al ribes utilizzando una penna decoratrice (in alternativa potete usare una piccola sac a poche o un cornetto di carta forno). Anche se i passaggi sono numerosi, la cheesecake è un dolce di semplice realizzazione e di grande effetto, che vi consiglio assolutamente di provare! Buona cucina a tutti

Oltre alla torta, alla fine Alessio ha deciso di preparare per il suo papà anche questo bellissimo disegno della nostra famiglia. Chi tra voi mi conosce personalmente mi avrà di certo riconosciuta: sono quella a sinistra con il ciuffo!!



Con questa ricetta partecipo al contest chiamatemi zia: cliccate mi piace sulla sua pagina facebook e votate la foto della mia ricetta!!







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